10. Life is mortal 10. Flash

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Shahrzad si sentiva cadere nell'oblio del gorgo di luce ed acqua, sapeva che adesso avrebbe incontrato le terribili divinita' che sorvegliano i passaggi dimensionali, sapeva che entrando in quel gorgo stava violando la legge suprema di non interferenza. Nessun Dio poteva varcare le soglie della piramide impunemente. Un tale affronto poteva essere punito con l'annichilazione. A Shahrzad non importava di rischiare di scomparire come entita' divina e di finire nel limbo delle anime disperse, non aveva altro obbiettivo che seguire il suo cieco furore alla ricerca di Antelos, nulla avrebbe impedito di ritrovarlo neanche il terrore di HWL. La sola cosa che la preoccupava era la realta' oscura. Era poi vero che sarebbe entrata nel sogno? oppure il luogo dove era diretta non aveva nulla a che fare con il gioco? Questi pensieri l'accompagnarono nel tunnel di fuoco, che si esauri' in un ambiente buio come la pece. Non riusciva a percepire il benche' minimo riferimento attorno a se. Non capiva da dove fosse entrata e non aveva modo di orientarsi. Avanzo' a tentoni al buio, arrivo' alla parete, la senti di pietra liscia. Avanzo' a tentoni lungo i muri per capire come fosse la forma della stanza e se vi fosse una via da seguire. La stanza sembrava un corridoio, la presenza di scale invitava a proseguire e cosi' fece. D'apprima le scale scendevano fino a giungere ad una biforcazione. Non le piaceva dover cominciare a scegliere e e cominciava a sentirsi in trappola. Cosa era quel posto? non era cio' che si aspettava. Il suo istinto le diceva di essere nel giusto ma il raziocinio tentennava. Era ferma, non sapeva decidersi, la scala di sinistra scendeva, quella di destra saliva. indugio', quindi si avvio' per quella in salita. Avanzava piano per paura di urtare o cadere ed il corridoio fini' in una stanza piu' o meno quadrata dalle mura lisce.- Di qui' non si esce! - mormoro' Shahrzad con stizza, un sordo rumore colpi' la sua attenzione, e senza pensare si tuffo' con energia dal punto da cui era venuta passando appena in tempo davanti ad una porta di pietra che si chiuse con un tonfo sordo. Non mi piacciono i brutti scherzi - ansimo' ella spaventata - qui' qualcuno mi vuole intrappolare -. Torno' indietro e cautamente prese la strada in discesa, ma mentre avanzava con passo incerto, innavvertitamente colpi' un sassolino che rimbalzo' senza rumore. Shahrzad si immobilizzo' tendendo l'orecchio e non udi' nulla. Che fine hai fatto mio bel sassolino - penso' sospettosa. Si sdraio', allungo' le braccia in avanti e percepi' il vuoto che seguiva al gradino successivo. - Una trappola - mormoro' spaventata - ma dove si passa? -. Torno' indietro fino al bivio e nel tastare i muri si rese conto di essere in un tunnel stretto e basso. Toccando il soffitto vi scopri' un'apertura sopra la testa. Sulla parete dell'apertura percepi' la presenza di indentature che permettevano di poter arrampicarsi. Decise che quella era la via giusta. Si tiro' su a braccia e comincio' a salire nello stretto cunicolo. La stanchezza le saliva nel corpo, nel profondo buio non riusciva a vedere nulla davanti a se. - Spero solo che il concetto che la via piu' difficile porta a Dio si possa applicare a questa situzione - esclamo' con impazienza. Le sembro' di salire per un lungo tempo, ma la fatica era probabilmente responsabile di quella sensazione. Ad un certo punto la scala fini' contro un soffitto in pietra, il cunicolo nella sua sommita' si allargava un poco ma sembrava concludersi cosi. Senti che stava perdendo la pazienza ma si controllo'. Cerco' a tastoni l'eventuale presenza di qualche apertura o maniglia ma sensa successo. Era stanca, sentiva il peso del suo corpo appoggiarsi sulle irregolarita' puntute della roccia. - Non ce la faccio a stare appesa quassu' ancora a lungo - penso'- ma non voglio tornare giu'-. Appoggio' la schiena contro la parete facendo contrasto con le gambe contro il lato opposto del pozzo. Mentre cercava una posizione per riposarsi un po', il dolore della roccia piantata nella schiena le fece bruscamente cambiare posizione e stranamente si trovo' a fare una specie di capriola mentre tentava di evitare di capitombolare giu'. Senti' il suolo sotto ai piedi mentre bestemmiava per le abrasioni. Ma non era caduta per l'altezza del pozzo. Avrebbe dovuto cadere per almeno una cinquantina di metri ed invece era solo scivolata per pochi centimetri. Le lievi abrasioni erano solo dovute alla reazione istintiva per evitare la caduta che poi si era dimostrata inesistente. Shahrzad si trovava ora in quella che sembrava la base del pozzo anziche' la sommita', e senza alcuna uscita se non quella di arrampicarsi. Come e' possibile? - si chiese - sono sempre nello stesso cunicolo?. Mano a mano che perlustrava la forma e le superfici del pozzo si convinceva che si trattasse dello stesso luogo che tuttavia sembrava rovesciato. - il pozzo dell'inversione - mormoro' infine incredula -. piramid map Sono entrata nel pozzo dell'inversione, ora tutto mi apparira' sottosopra e quello che era il pavimento ora e' il tetto -. Presa dalla eccitazione prese a salire (o scendere, a seconda dei punti di vista) nel pozzo fino a ritornare da dove era entrata. Ora camminando sul soffitto del cunicolo prese il cunicolo in salita, (che prima era in discesa) in quanto quello in discesa (salita) aveva la porta di pietra chiusa, ed avanzo' cautamente. Senti' il soffitto allontanarsi in quello che era il precipizio nel quale il sassolino era caduto prima. Timorosa continuo' a camminare piano piano onde evitare sorprese. Il corridoio comincio' a scendere (salire?), la pendenza aumentava ed il pavimento liscio offriva sempre meno possibilita' di appoggio fino a che come un gatto sul ghiaccio comincio' a scendere per quello che ormai era un vero e proprio scivolo. La corsa fini' in una ampia piscina di marmo bianco levigato dall'acqua cristallina, il tuffo nell'acqua fresca le procuro' un grande sollievo. Shahrzad nell'acqua di cristallo L'ambiente era immerso in una tenue luminosita' che sembrava venire dall'acqua stessa. Nuoto' con un piacere immenso, era da tanto che sognava dell'acqua fresca e pulita, e questa sembrava rinvigorirla in modo fantastico. Alla fine stanca ma rilassata si sdraio' sul ciglio e rimase a riprendersi dagli sgomenti e fatiche passate. Cercava di capire se e come avrebbe incontrato HWL e se mai avesse incontrato il Grande Osiris dagli occhi imperscrutabili, se la strada che stava percorrendo era quella giusta per giungere nel mondo del gioco. Questi pensieri l'affannavano, ma aveva imparato a contenere l'emozione e lasciarsi trascinare dagli eventi pensando di volta in volta alle decisioni da prendere, senza dover programmare. Si sentive piu' libera e viva, forse era l'effetto tonificante dell'acqua. Si guardo' attorno e non riusci' a vedere il soffitto, le sembrava anzi di vedere le stelle o qualche tipo di tenue luminosita' nel cielo sopra (o sotto) a lei. Passeggio' sui bordi della grande vasca e si rese conto che l'ambiente seppur vasto era completamente circoscritto da mura lisce ed impenetrabili. La vasca sembrava essere l'unica attrazione della grande sala. Si sentiva osservata e non riuscendo a capire quale fosse l'origine di quella sensazione comincio' a guardarsi intorno. I suoi occhi si incontrarono con quelli di un imponente rapace dagli artigli potenti. Egli la fissava con attenzione come se stesse valutandone l'aspetto, e quando infine distolse l'attenzione scompari' nell'aria. Shahrzad sapeva che non poteva trattenersi, doveva trovare la via d'uscita e visto che non c'era niente li' fuori, si tuffo' nell'acqua. La vasca era piuttosto profonda e dovette girare a lungo prima di notare che vi era un'apertura sommersa che sembrava proseguire. Prese fiato e si infilo' nel tunnel e nuoto' con vigore. Il passaggio sboccava in un secondo laghetto dall'acqua estremamente luminosa come per la presenza di un'enorme quantita' di plancton. La luminosita' era infatti provocata dal muovimento e l'effetto era sconcertante. Shahrzad penso' che quel mirabile effetto poteva esserle fatale. Resto' immobile osservando minuziosamente l'ambiente circostante. Il buio era totale, confondeva ogni forma, mentre lei era un perfetto scintillante bersaglio. Non fece in tempo a finire il pensiero che un violento colpo la trascino' sott'acqua, comincio' a dibbattersi con violenza, e vide l'acqua tingersi di sangue, il suo sangue. Fu in quel momento che, con sorpresa, senti' mollare la presa, e con un urlo orrendo una creatura ignobile dalla dentatura inquietante e dal corpo di serpente comincio' a saltare con feroce pazzia dentro e fuori dall'acqua come se questa fosse improvvisamente divenuta bollente. Shahrzad si appoggio' alla parete e fascio' il taglio profondo sul polpaccio con parte della sua veste. Guardo' l'orrenda creatura che ormai in preda alla piu' profonda pazzia roteava gli occhi inerme. - Cosi' impari a a bere sangue velenoso - gli urlo' Shahrzad con rabbia.- Si sentiva osservata, e pur valutando profondamente il Naidenzio non riusciva tuttavia a percepire nessuno. Percepiva lo sguardo di qualcuno ma percepiva anche sgomento nell'osservatore. - con voce soffice disse - Siete voi bestiacce? prendete esempio dalla vostra amica -. Si arrampico' fuori dalla vasca e comincio' a perlustrare intorno. Le pareti non sembravano composte di roccia, bensi' di qualche impalpabile allucinazione. Aveva l'impressione di aleggiare nello spazio stellare, la vasca aveva la forma e la luce di una spirale stellare, una galassia, mentre le pareti della stanza, di un nero profondo erano puntinate di diamanti come stelle nel cielo. - Che posto di sogno - esclamo' shahrzad. Guardo' in giro con attenzione per stabilire se vi fosse un punto piuttosto che un altro verso il quale fosse possibile procedere. Fu allora che accadde: il fulmine trapasso' lo specchio d'acqua dal basso verso l'alto e si dileguo' verso un punto della volta celeste caratterizzata dall'essere come un'ombra nel cielo stellato. - Come faccio ad arrivare lassu'? - si domando' Shahrzad. La risposta arrivo' istantanea quando una colonna di acqua luminosa al seguito del lampo si perse nell'ombra. Shahrzad con prontezza di spirito si getto' nella colonna d'acqua che correva verso il cielo ed insieme ad essa fu trascinata via. La sensazione dell'ingresso alla piramide si ripete', le sembro' di percorrere a velocita' folle il centro di una tromba d'aria. Non seppe stabilire quanto duro', ma il vortice d'acqua e luce si esauri, come ormai consuetudine, in una vasca limpida dalle pareti lisce e lucenti. Attorno vi erano solo giochi di luci ed ombre che non permettevano di identificare alcun elemento del luogo in cui si trovava. Usci' dall'acqua cristallina e comincio' a visitare i dintorni. Il Naidenzio impenetrabile la spaventava, sapeva che Osiris non poteva essere lontano. Si avvicino' ad una parete che sembrava uno specchio, guardo' la propria immagine in esso e si accorse che la sua figura era fonte di luce e a malapena si potevano scorgere le forme sinuose del corpo. Che strano! - disse - cosa e' successo al mio corpo. Devo dire che non mi dispiace, mi da' una certa imponenza. Tocco' la superficie dello specchio e si accorse che in realta' era una sottilissima lamina d'acqua, che scorrendo omogenea generava l'effetto speculare. Trapasso' la sottile lamina d'acqua con la mano e poi con tutto il corpo. Si trovo' in un nuovo ambiente, molto luminoso, dai contorni indefiniti. Si paralizzo', sentiva un sentimento profondo, sentiva che il suo corpo fremeva di bramosia, senti' un fremito lungo la schiena.- Antelos - pronuncio' con un fil di voce. Avanzo' frettolosa alla ricerca della sua immaginazione e lo vide! Era in piedi attonito guardava verso di lei ma non si muoveva, sembrava assorto o forse impaurito. Non poteva resistere alla passione travolgente che sentiva crescerli dentro, una enorme felicita' la pervase e volle gettarglisi nelle braccia. Tuttavia, freno' il suo entusiasmo per paura di baciarlo e bruciargli la mente. Si fermo' ad un palmo dal suo viso, egli restava immobile, quasi assente come se non capisse. - Antelos - disse lei, - sono io Shahrzad, non mi riconosci? Cosa ti succede? dove siamo? Non sai quanto ti ho cercato, quanto ho pianto la tua scomparsa. Una lacrima le scese sulla guancia e lui la asciugo' col dito. Il contatto la fece fremere, e disse - che fai? non sei piu' sensibile all'oblio? Mentre diceva queste parole vide la pazzia nei suoi occhi. - Caspita sei diventato ipersensibile! - disse con aria sorniona, ma lui era gia' fuori di testa e non si accorgeva piu' di lei. Fu in quel momento che percepi' la potente presenza divina. Anubi e HWL apparvero al suo cospetto. Entrambi la guardarono con curiosita' e circospezione. - Chi sei tu, donna dal cuore divino? - parlo' Anubi-. Sono Shahrzad - rispose ella guardandolo dritto negli occhi con aria di sfida. Stai violando la legge di non interferenza, la tua presenza qui' non e' ammessa. HWL grugni sordamente come per compiacersi del suo ruolo di distruttore di anime impunite. Shahrzad guardo' la testa di sciacallo con tutta l'intensita' del suo sguardo e disse - Io sono di cuore sincero e cerco di compiere il mio destino, questo e' diritto di ogni anima che persegua il proprio ideale -. - Ti conosco - rispose Anubi - tuttavia non hai il diritto di violare l'interspazio, la regola e' stata sancita dalla notte dei tempi e dai creatori dell'universo e non puo' essere violata -. Il pelo del leone gigantesco si drizzava sul collo in modo minaccioso ed uno sguardo assassino passo' nei suoi occhi. Shahrzad si pianto' decisa sulle gambe e disse - allora avanti bestiacce di voi faro' puzzolenti carogne se e' cio' che volete -. Il leone le gelo' il sangue con uno spaventoso ruggito mostrando le zanne affilate ed insanguinate, l'occhio dello sciacallo lampeggio' inquietante. Shahrzad li guardava con aria sprezzante di sfida, ben piantata sulle gambe e pronta alla ormai inevitabile lotta. In quel momento Anubi volto' la testa e un lampo accecante squarcio' l'aria, la figura luminosa dagli occhi di bragia di Osiris si presento' in tutta la sua possenza. Shahrzad si copri' gli occhi dalla luce per paura di restare accecata e per rispetto reverenziale alla potenza divina. Le parole giunsero profonde e diffuse come un pensiero, le scavarono il cuore e la mente. - Shahrzad la drogatrice! - esclamo' - un tempismo perfetto. Infatti costui - disse rivolgendosi all'ombra esanime di Antelos - porta negli occhi e nel cuore mortali l'ombra della veggenza e della conoscenza del verbo divino, tuttavia non sembra conscio di questo. La yat e' stata quindi nuovamente diffusa nella stirpe degli uomini, anche se da molto tempo ne e' scomparso il fenotipo grazie all'intervento dell'olocausto divino e le stesse persecuzioni umane. Essa e' stata comunque custodita nelle chiavi magiche per permettere la conoscenza divina quando (e se) il genere mortale potra' accettarlo. Tuttavia la qualita' dello yat in costui e' povera non ne capisco l'origine. Tuttavia non mi stupisce che tu compaia contemporaneamente allo yat. Perche' mai? - chiese Shahrzad- - Perche' tu sei l'artefice della sua diffusione nel mondo mortale - Disse lui. - Ma che dici? - replico' lei. - Lo Yat e' troppo forte in te, le tue spoglie mortali lo hanno diffuso, infrangendo il segreto onirico. Per questo a te non e' concesso il gioco -. - Ma che cosa stai farneticando - urlo' con violenza Shahrzad. Egli la guardo' con sguardo cupo e lampeggiante e tuono'. - Non e' ancora accaduto che io abbia sacrificato un'ombra divina che non venisse da spoglie mortali, ma non e' mai troppo tardi -. - Il peso del mio cuore e' giusto! - urlo' lei con foga - ho diritto a perseguire il mio ideale in virtu' del libero arbitrio, isefet invadera' il regno di luce se questa regola verra' tradita -. Le parole di Shahrzad sembravano aver sortito l'effetto desiderato, Osiris Naidenzioso sembrava osservare l'orizzonte. Passarono alcuni istanti che parvero eternita'. Osiris parlo' con l'imponenza degna della sua regalita'. Io non posso far si che tu vada da mortale, in quanto proibito dalla grande madre. E' pero' tuo diritto supremo agire per perseguire il tuo cammino. Potrai andare con le tue spoglie divine, ma bada, al tuo ritorno io soppesero' il tuo cuore, ed il cuore di un Dio in terra cambia con troppa facilita'. Bada a cio' che fai o sarai perduta nell'eternita' per la tua sciocca violazione.- Finito di parlare egli guardo' a terra l'ombra di Antelos poi Anubi e quindi disse. - Conduci costui tra i mortali, e' ancora forte la sua volonta' di vita. Poi dando un ultimo inquietante sguardo a Shahrzad scompari' nell'aria luminosa. Nel Naidenzio che segui', Anubi lacero' la sfera dimensionale e lascio' sfuggire l'ombra di Antelos trascinata dal filo d'argento. Shahrzad fece per seguirlo ma Anubi la guardo' negli occhi e le disse: - Le porte degli dei sono i soli luoghi di accesso per noi al mondo mortale, la forma della nostra essenza, seppur mutevole, sara' fonte di turbamento. Ricorda inoltre che il sogno svanisce nel soffio del drago. - Detto cio', scompari' nell'ombra. Shahrzad era di nuovo sola. Si giro' e torno' ad attraversare il velo di acqua. Si porto' nel centro della vasca dell'aria luminosa e proferi', dimenticandoselo, il magico verbo della materia insegnatole nel pensiero da Osiris. Un fulmine la trafisse, un dolore profondo le travolse le membra, l'energia si spense in lei addormentatasi nel sogno.

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