8 Darkness

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Porca vacca! -esclamai incredulo guardando l'analisi della sequenza di RVN57-. Non e' possibile, e' pazzesco. Questo e' draghee! Erano passati due mesi dal mio viaggio, RVN57 era la sequenza del frammento di materiale genetico ritrovato sulla chiave di Osiris. La peculiarita' del materiale della statuetta creava condizioni perfette al mantenimento del materiale genetico e la particolare microporosita' ne impediva sorprendentemente la dispersione. Era alquanto imbarazzante il dover pensare che quella tecnica era nettamente all'avanguardia. Tuttavia questa osservazione non mi aveva scioccato come la scoperta che avevo appena fatto. Un confronto della sequenza di draghee con RVN57 mostrava una somiglianza straordinaria, RVN57 era solo piu' lungo ma le regioni di allineamento mostravano un 85% di analogia a livello nucleotidico, la sola cosa che disturbava era che in RVN57 la parte in questione non codificava per nessuna proteina. In pratica il DNA di RVN57 non produceva draghee, ma lo conosceva molto bene. Ovviamente pensai che nel corso del tempo il gene codificato fosse eliminato quando divenuto inutile. Tuttavia ciò non risolveva il quesito primario. Come era potuto accadere che un gene sintetico fosse in realta' già esistito. Era la risposta alla mia ricerca iniziale sulla sequenza di draghee. Avevo avuto gia' in precedenza questa informazione. In fondo tutto cio' altro non era che una pura coincidenza...naaa non ci credo, ma allora? Allora la estrema logicita' di esistenza di un simile gene ne facilita la sua esistenza, conservazione, invenzione. In pratica alla natura gli riesce facile realizzare un simile gene. Ma allora perche' sono passati migliaia di anni durante i quali questo gene e' rimasto Naidente? In natura cio' accade solo quando vi e' una forma di selezione che porta un certo carattere ad essere svantaggioso per la continuita' ed esistenza della specie che lo porta. Mah! e quali sono le caratteristiche svantaggiose di tale gene? Dalle sue peculiarita' sembrerebbe anzi piuttosto vantaggioso. E' vero che presenta una serie di effetti collaterali, ma un individuo che riuscisse a tollerarlo, sarebbe probabilmente un super-organismo o qualcosa di simile. Forse la sua tolleranza non e' compatibile con la vita e la sua propagazione, oppure con fattori ambientali o sociali? "Le streghe!, stanno dando la caccia alle streghe" urlo' Rob entrando come un uragano nella stanza. Sussultai alterato. Ma che vuoi? risposi spazientito, non vedi che sto pensando? - ma ti dico che stanno dando la caccia alle streghe, e le streghe siamo noi!- insistette Rob. - Ma che dici? - ripresi io - cosa cavolo stai dicendo? Ascolta - riprese col fiatone - ci vogliono porre il divieto di procedere con la sperimentazione di draghee, il comitato etico si e' dichiarato completamente sfavorevole allo svolgimento di ricerche su qualsiasi organismo ed a qualsiasi livello che comporti l'uso di DRG, in quanto sostengono che oltre ai pericoli intrinseci all'uso di draghee, il pericolo di diffusione di una nuova droga dalle conseguenze sconosciute e pericolose e' da stroncare sul nascere". Le nostre richieste di proroghe per il controllo di qualita' e pericolosita' sono state respinte con una sentenza da inquisizione. Si parla di metafisica della sperimentazione, di giochi col fuoco e non ultimo fenomeni da baraccone da stregoneria. E' risorta l'inquisizione porcaccia la vacca!-. Calmati Rob - risposi - e' normale, il comitato etico ha proprio il compito di cercare di contenere sperimentazioni potenzialmente pericolose per la societa'. In ultimo ne sono quasi felice! - cominciava a venirmi il mal di testa. Congedai Rob quasi seccamente e mi rimisi al computer. Guardavo lo schermo con noncuranza, mi rimbombavano ancora nelle orecchie le parole agitate di Rob. La stregoneria! - pensai- forse la stregoneria rappresenta la forma di espressione sociale di draghee. E la stregoneria e' socialmente scomoda. Ecco un elemento di pressione di selezione. Tuttavia non e' sufficiente, se fosse solo quello, nulla avrebbe impedito una evoluzione sociale di popolazioni intere di stregoni. No, ci deve essere qualche altra cosa. Potessi solo avere l'opportunita' di conoscere un organismo in cui draghee fosse totalmente abilitato. Purtroppo ora che il comitato etico si era espresso diventava veramente difficile realizzare l'impresa. Tuttavia conscio delle piu' diverse ramificazioni della societa' scientifica, sapevo che ormai niente e nessuno avrebbe potuto contrastare la diffusione di DRG, specialmente ora che il comitato etico vi aveva posto il veto, draghee era passato nell'Olimpo delle sostanze controllate...la marmellata dei bambini cattivi, la fonte di quadagni insperati, la manna dal cielo degli spacciatori. Mi dissi che era arrivato il momento di provare seriamente draghee, sapere perche' sin da tempo immemorabile questo gene cosi' strano era al tempo stesso al centro di tanto interesse e cosi' misterioso e recluso. Composi il numero di Jo. Quando mi rispose gli dissi serio, -ci dobbiamo vedere Jo- Lo so Tanne', ho saputo la notizia, per cui ora o mai piu'. *****************************************************
Shahrzad si arrovellava sulle parole di Scirocca senza darsi pace. Conosceva il timore recondito nascosto nelle parole della strega. Non aveva nessuna intenzione di dover sostenere una prova cosi' senza una ragione piu' che buona. Evidentemente il motivo c'era poiche' non riusciva a pensare ad altro. La stanza dei sogni, perche' perche' esisteva? Perche' doveva soffrire della mancanza dei suoi amici. E sopratutto perche' doveva imbarcarsi in tale impresa. - piu' ci penso e meno tempo mi rimane, devo agire prime di essere sopraffatta dalle paure - pensava tra se -. In fondo sono una maga, consacrata dal gran consiglio, e pochi mi sono rivali. La cosa non la consolo' molto, ma le diede quel poco di coraggio che le serviva per partire. Poco tempo dopo era in cammino per la grotta di Elios, era vicino il momento del suo arrivo. La grotta di Elios era piuttosto stravagante, egli usava far riposare le sue bestie presso il suo giaciglio. Questo creava notevoli disagi nei suoi visitatori che non riuscivano a parlargli tranquillamente, visto che sia in viaggio che a casa egli era sempre in compagnia delle bestie che oltretutto pretendevano continue attenzioni. Poi essendo la maggior parte del tempo impegnato nel viaggiare, egli non poteva considerarsi un essere sociale. Tuttavia caratterialmente era invece portato alla compagnia, per cui un eventuale passeggero del suo cocchio veniva rimbambito di chiacchiere mentre terrorizzato osservava l'improvviso scarto, frenata o deviazione dovute alla poca attenzione alla guida del distratto Elios. Shahrzad tuttavia non si scomponeva e riusciva, in quelle situazioni, a parlare allegramente con Elios, il quale dal canto suo, era alquanto timoroso di tale strega. Alle sue orecchie erano infatti giunte le voci di allarme da parte di Caprio e dei poveracci che avevano avuto qualsiasi tipo di contatto fisico, per quanto fugace, con Shahrzad. Ella pensava tutto cio', quando con un bagliore eclatante ed un fragore assordante che sembrava emergere da una colossale frittura, comparve lo splendido cocchio di Elios che con un gran polverone misto di sabbia e vapore si fermo' sulla soglia della grotta. - Buoni, buoni - urlava Elios ai suoi cavalli alati, mentre scendeva dal cocchio e ne fermava i freni. Si asciugo' la fronte sudata e sporca con il dorso della mano, quando si accorse della presenza di Shahrzad. Alla sua vista rimase impalato con uno sguardo da beota e non riusci' a dire niente di sensato. Shahrzad sorrise e gli si avvicino' rassicurandolo - Ciao Elios, non ti preoccupare, non sono venuta a conturbare la tua anima pura, sono qui' per chiederti un favore, favore che saprei valorizzare, e del quale eternamente grata ti sarei. - Non mi inganni strega - disse Elios - ti conosco troppo bene per credere che quanto tu mi chieda sia senza periglio alcuno. Mai in vita tua hai voluto dipendere da chicchessia, capisci quindi bene quanto tormento ci sia ora nel mio cuore osservando cosi' strano avvenimento. - disse lui con un nodo alla gola. - Non gemere gran temerario, non ti faro' alcun danno e meno di poco e' quanto ti chiedo. - rispose ella. - Ben venga, allora, un assaggio di Ambrosia - disse egli un poco impacciato. - Va bene filibustiere - rispose Shahrzad - godiamoci lo stordimento finche' possiamo. Entrarono entrambi nella caverna dei vapori, che tra l'altro era l'unica possibilita' di riposo di Elios e di conseguenza egli la considerava casa sua. La serata passo' tranquilla tra chiacchiere e risate. Shahrzad imparo' a conoscere meglio il fratello di Ascorpio, e ne valuto' le qualita' positive, contrariamente alla nomea che si era fatto, probabilmente a causa della sua scarsa disponibilita'. Il colmo della notte gli colse completamente ubriachi. L'ambrosia aveva fatto il suo effetto ed aveva allontanato le cupe ombre dalle menti divine lasciando il posto alla pura incoscienza. Per fortuna che Elios non provava, stranamente (o forse aveva paura), nessuna attrazione per Shahrzad, perche', quella era la tipica occasione in cui lo sfortunato avventore perdeva il senno. Prima dell'alba, il frastuono assordante del russio di Elios aveva svegliato Shahrzad, che cercava di ricomporsi dalla notte brava. Poco dopo con un grugnito insopportabile Elios si alzo' dal suolo, appiccicoso d'Ambrosia, e con sguardo impastato disse:- Shahrzad! ti prego acchiappa i cavalli, io non riesco neanche a tenermi in piedi-. - Ma sei proprio un pappamolle - disse lei - ti pare che devi farti aiutare da una femminella del cavolo? - Ma che dici - replico' lui sbavando copiosamente - ma quale femminella tu sei una maga pericolosa e piena di risorse, smettila di blaterare e attacca i cavalli al cocchio-. - Sempre una buona scusa per poltrire - replico' lei. Partirono derapando sul terreno secco e la polvere alzatasi ando' a disegnare nel cielo l'aurora delle ombre cinesi. Il viaggio sul cocchio, non era la cosa piu' comoda. La puzza di Elios ed il calore erano insopportabili, senza considerare la sua parlantina infaticabile. - Si vede che sei sempre solo brutto sbruffone - disse a un certo punto lei - non riusciresti a conquistare una donzella neanche se ti mettessi un tappo in bocca e ti lavassi nelle cascate del Nord-Ovest (Niagara falls nda). Elios rispose con un gesto di natura alquanto chiara, ma poi, ripensatoci, chiuse le gambe e si concentro' sulla guida. Il sole sfolgorava alto nel cielo, il giorno troppo terso, provoco' diversi casi di follia, mentre Shahrzad stillava dai capelli la rugiada del cielo. #################################################################################
Nel cuore del giorno, quando il sole brucia le menti e le donne affilano i coltelli, il cocchio di Elios aveva raggiunto l'apice del suo viaggio, il punto piu' alto sopra il deserto di Asth. Sei arrivata a destinazione - grugni Elios - e' meglio che ti affretti prima che le nebbie della valle infuocata di Sephet ci coprano la vista del suolo. Tieni! - continuo' Elios - porgendoli una mantella leggera - ti aiutera' nella discesa e ti proteggera' dal freddo. Grazie Elios - disse commossa Shahrzad - e gli bacio' lievemente una mano. Immediatamente il carro scarto' con furore, mentre Elios abbandonava la presa a causa di un evidente stato confusionale. Il carro comincio' a girare furiosamente e a correre all'impazzata verso il suolo, Shahrzad spaventata cerco' di prendere le redini ma la sua forza era di gran lunga insufficiente a controllare i cavalli alati. Elios con lo sguardo assente e gli occhi spalancati sembrava noncurante e beato. Elios! Elios - urlava Shahrzad preoccupata mentre il cocchio scendeva in una picchiata furibonda, e gia' si sentiva crepitare la roccia sotto il rovente sole. Elioooos! - grido' ancora Shahrzad - porcaccia la vacca ti vuoi riprendere. Elios attonito si scosse e comincio' a realizzare cosa stava succedendo, si strofino' gli occhi e disse - per tutti gli Dei! stiamo precipitando -. - Per fortuna che te ne sei accorto - replico' Shahrzad. Elios riprese il controllo del cocchio, mentre i cavalli stringevano il morso a sangue. - Vai ora - disse Elios - vai prima che sia troppo tardi. Shahrzad esitava guardando verso il vuoto sotto di loro. Elios la prese per un braccio e senza tante cerimonie la scaravento' di sotto urlando: - possibile mai che una come te soffra di vertigini? ciaoo a presto-. Shahrzad precipitava guardando con sgomento il cocchio di Elios allontanarsi velocemente nel cielo. Una morsa di terrore le prese lo stomaco. Precipito - penso' fra se - precipito...ma...cosa...cosa dico, si slaccio' i legacci della mantellina e plano' dolcemente verso il suolo, direzionando la sua traiettoria verso un altopiano sottostante. Atterro' dolcemente qualche minuto dopo. Il caldo era soffocante, si avvolse nel mantello e provo' sollievo. Cerco' di orientarsi e fare mente locale su dove dirigersi. In lontananza verso Sud Est, la valle di Sephet si congiungeva con la grande valle dell'Olin, era riconoscibile dal fiume dalle acque nere che le dava il nome. L'altipiano di Azig era al di la' del fiume un poco piu' a sud. Uffa! - esclamo' - mi ci vorranno un paio d'ore prima di raggiungere il fiume, sempre che non mi perda nelle nebbie della valle di Sephet, e poi dovro' trovare un guado per attraversare l'Olin. Le sue acque sono pericolose, quel caprone di Elios avrebbe potuto scaricarmi al di la' del fiume. Sconsolata si mise in moto, la sabbia rovente le graffiava le caviglie. Arrivo' sul ciglio dell'altipiano ed ai suoi piedi si stendeva un tappeto bianco di nuvole. Le pendici ripide suggerivano un versante scosceso. Shahrzad si guardo' intorno, respiro' con calma si concentro' al suo meglio e si getto' nel vuoto della nebbia aprendo le braccia e stendendo il velo della mantella. La planata era morbida, la nebbia le impediva di vedere qualunque cosa, e nella paura di cozzare contro qualche roccia, scendeva in circolo cercando di rimanere nella stessa zona. Quando arrivo' in fondo atterro' su un soffice letto di sabbia, cosi' fine da sembrare cipria. Il caldo era intollerabile, forse accresciuto dalla forte umidita' del luogo che contrastava con la estrema siccita' del deserto circostante. La visibilita' era di pochi metri, la luce del sole arrivava filtrata e diffusa in una specie di penombra dando cosi' al luogo un aria cupa ed inquietante. Cerco' di orientarsi alla meglio e comincio' a camminare verso Sud, direzione che l'avrebbe portata a congiungersi con la valle dell'Olin. I piedi le dolevano, la stanchezza sembrava insopportabile. Shahrzad aveva sentito parlare di quelle illusioni, sembrava come se il luogo si opponesse al suo cammino. Nel nulla i rumori sembrarono moltiplicarsi, sibilii, gemiti, rocce che rotolavano, rami spezzati. Era noto che non si doveva dare retta a quelle cose, il timore si sarebbe solo accresciuto se si fosse preoccupata.- Queste baggianate da streghette da quattro soldi mi fanno ridere ! disse lei ad alta voce come per farsi sentire. Tuttavia sentiva le gambe molli e stanche, camminava sempre piu' lentamente ed il sonno saliva inesorabile. Shahrzad si stropiccio' gli occhi, voleva dormire a tutti i costi. Si fermo', si sedette e si addormento' senza poter opporsi. Tempo dopo senti' un solletichio sul viso, si stropiccio' il naso ed apri' gli occhi. Davanti a se vide il muso allungato di uno strano essere che si volatilizzo' nell'aria non appena essa apri' gli occhi. -Hei!- urlo'- che fate mi drogate? a si? allora prendetene un poco anche voi. Si passo' la mano sulla fronte grondante e la scosse nell'aria liberando attorno le piccole goccioline di sudore. Improvvisamente, come per magia si senti un fracasso assordante, e il luogo da deserto che sembrava, si popolo' improvvisamente di decine di esseri urlanti che si dimenavano come in preda alle convulsioni. Sarete pure alquanto riservati ma piuttosto psicolabili - commento' Shahrzad allontanandosi a grandi passi dalla rumorosa area. Non capiva per quanto tempo fosse rimasta incosciente, cominciava a preoccuparsi del sopravvento della notte, doveva superare il fiume prima di sera. Passarono un paio d'ore ed alla fine di una stretta gola la nebbia fini' all'istante, come fosse passata attraverso una porta. Il cielo era terso ed infuocato dai rossi ed arancioni del tramonto. A qualche chilometro l'Olin si snodava mollemente nella pianura. - Porcaccia la stregaccia cattiva - urlo' Shahrzad preoccupata, devo affrettarmi, quel beota di Elios corre troppo!. Comincio' a correre a perdifiato e una ventina di minuti dopo si trovo' sulle rive del fiume. La melma nera dell'Olin si stendeva per oltre due chilometri di larghezza. Valutarne la profondita' era impossibile, tuttavia in quella zona la corrente non doveva essere troppo intensa. Ma non era la corrente che preoccupava Shahrzad, erano i serpenti!. I serpenti del fiume erano tristemente famosi perche' trasformavano le le anime in pietra, nessuno ne era immune neanche gli dei. I serpenti si svegliavano all'imbrunire e cacciavano di notte. Shahrzad voleva passare il fiume prima del risveglio di quegli animaletti. Quardo' il cielo con nervosismo, il sole sfiorava ormai l'orizzonte. Mi resta mezz'ora - penso' tra se Shahrzad - Devo provarci, non posso tornare nella nebbia, piuttosto affronto i serpenti!. Detto questo si butto' nelle acque nere e comincio' a nuotare con vigore. La corrente non era forte ma la densita' dell'acqua melmosa creava un forte rallentamento al suo energico slancio. Il fiume sembrava estendersi all'infinito. Le gambe le duolevano, le braccia erano stanche e molli. - per gli Dei! - esclamo' Shahrzad - possibile che non riesca a smuovere questa schifosa melma. Si guardo' attorno e non riusci' a scorgere la riva, ne' avanti ne' indietro. Povera me, sono fritta - borbotto' con stanchezza. L'oscurita' si infittiva, ormai la notte stava per prendere il sopravvento e Shahrzad si aspettava di sentire il morso feroce dei serpenti e perdersi nell'oblio della roccia. Nuoto' con rinnovato vigore, cerco' di concentrare la sua attenzione sulle bracciate, e di conservare un ritmo regolare. Stava ancora nuotando con foga quando senti' il sibilo infuriato del serpente. Si immobilizzo' ed osservo' la superficie dell'acqua. In quel momento la testa di un serpente emerse dalle nere acque e la fisso' intensamente sibilando. Shahrzad rimase immobile valutando il da farsi. Il serpente idugiava dondolando la testa triangolare, ma la fissava come in attesa del momento propizio per scattare. Fu in quel momento che la prontezza di spirito di Shahrzad entro' in azione. Nel momento stesso in cui il serpente scatto' in avanti verso di lei con le fauci spalancate ed i denti grondanti veleno in posizione di attacco lei gli sputo' in gola. Il serpente si blocco' a mezz'aria. Guardo' stralunato Shahrzad, quindi comincio' a contorcersi sibilando. - Che hai, ti ha morso una tarantola? - disse aspra Shahrzad. - Sotto a chi tocca - continuo' ella. Tuttavia non sembrava esserci altro pretendente alla lotta e quindi ricomincio' a nuotare cautamente seguita a distanza da un gruppetto di timorosi ma curiosi serpenti. Nessuno di essi la infastidi', la scortarono fino alla sponda che Shahrzad raggiunse stanca e triste. La melma orrenda era in grado di creare angoscia nelle anime piu' positive. Si trascino' a fatica sino ad una spaccatura di una roccia antistante. Vi si accoccolo' dentro e casco' esausta in un sonno profondo. Si sveglio' di soprassalto nel cuore della notte. Quanto ho dormito - chiese a se stessa -. Quardando le luci nel cielo dedusse che la notte doveva essere al suo culmine. Devo affrettarmi - penso'-. Si alzo' e comincio' a salire rapidamente verso l'altipiano di Azig che si trovava ormai a poche centinaia di metri. Varco' con prudenza la porta delle mura ciclopiche che circondavano il sito. Il tutto sembrava abbandonato dagli albori dei tempi, ma la maestosita' della costruzione ne imponeva la nobile origine. Cammino' in quel luogo divino con lo stupore di un bambino, ammirando la magnificenza delle costruzioni. La solitudine di quel luogo intensifico' le sue ansie, penso' che ormai era troppo tardi per tornare indietro, che avrebbe pagato cara la sua sete di conoscenza. Si fermo' alla base della grande piramide, le sue superfici perfette ne intensificavano le ombre, e non vi era segno di apertura alcuna. Shahrzad si sedette sul muro di cinta del tempio di HWL, da li' poteva osservare i muovimenti che sarebbero da li' a poco avvenuti attorno alla piramide.

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