3 Il Drago

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La stanza era luminosa ed accogliente, una luce piacevole illuminava l'interno piuttosto spoglio. Una leggera nebbia copriva il suolo e si innalzava per pochi centimetri appena sufficiente a coprire le caviglie. Avanzai lentamente ed osservai intorno per capire l'estenzione della sala. Non riuscivo ad individuare nessun muro solido e tutto sembrava formarsi davanti a me mentre si disgregava al mio passaggio. Avevo la netta sensazione di essere osservato ma non scorgevo nessun segno che mi potesse far pensare a qualche tipo di presenza. Orphiria sei tu? esclamai ad alta voce. Solo la presenza di una strega poteva sfuggirmi e cosi presi dalla tasca una fiala di attenuatore d'ombra e ne versai il contenuto al suolo. Una fluttuazione del tessuto nebbioso e niente altro. Non c'e' nessuna entita' qui' -pensai-. Mi avviai a passo deciso nella direzione di una parte della sala che sembrava piu' luminosa e avvicinandomi mi resi conto che una parete riflettente come uno specchio ne era la fonte. L'ombra di me stesso era percepibile sulla parete a specchio (non e' possibile per un etereo riflettere la propria immagine (nda)). Toccai la parete e mi accorsi che la mia mano scompariva dietro di essa con una strana sensazione di formicolio. Avanzai curioso e mi ritrovai dall'altro lato. Una miriade di colori si intersecavano in un groviglio di luce rimbalzando da una parete all'altra. Fui preso da un senso di apprensione e volli tornare indietro. Con grande sorpresa mi accorsi che tutte le pareti erano solide e non riuscivo a ritrovare il varco di entrata. Il mio stupore fu' ancora maggiore quando mi accorsi che la mia ombra riflessa lentamente prendeva corpo. Un'immagine dapprima indefinita si genero' sulla parete e via via prese consistenza. Un uomo di circa trent'anni mi guardava sbigottito. Gli toccai il viso e lui, nello stesso istante, fece altrettanto. La mia immagine nello specchio? pensai inorridito. Cosa mi sta accadendo? non e' possibile! Perche' mi vedo riflesso?. A lato, vidi dei versetti che si stagliavano sulla superficie dello specchio. Il testo era piu' o meno il seguente: "Specchiati nei cristalli e nell'istessa magnificienza singolare contempla di fralezza mortale l'imago espressa." Strinsi i pugni con forza senza pensare e provai dolore. Guardai allibito la mia mano sanguinante ferita dalle unghie che si stringevano con forza sul palmo. Non e' possibile -pensai- mi sto' trasformando in una forma fisica. Cascai esterefatto al suolo e guardai attonito la scritta sullo specchio mentre sfuocavo e perdevo coscienza. Sognai di volare nello spazio buio puntellato di stelle, sto morendo -pensai- e' questa la morte inerte? Scompariro' senza aver mai baciato Shahrzad. Non voglio! - urlai senza produrre alcun suono. Il buio mi avvolse per un tempo indefinito. ... Un rumore finalmente mi riscosse dal buio, una voce lontana e soffusa, dolce come il miele. Shahrzad -pensai- dove sei? Provai a muovermi ma mi sentii imprigionato, sospeso nell'acqua. Questa condizione di dormiveglia interrotta da sonni piu' o meno lunghi perduro' per qualche tempo, non so dire quanto. A volte sentivo dei rumori, a volte delle voci, delle risate, dei pianti ma la voce suadente era la piu' ricorrente. Un giorno delle violente contrazioni del luogo oscuro nel quale mi trovavo mi spinsero e schiacciarono violentemente. Udii delle urla e dei rumori, ero preoccupato e mi sentivo male, soffocare; fui preso da una sensazione di paura indefinita cercai di resistere alle pressioni ma invano. Improvvisamente una luce violenta mi feri' il viso un dolore acuto mi riscosse e rovesciato per aria urlai con tutte le mie forze in un pianto disperato annaspando per la preziosa aria che lentamente mi invadeva i polmoni. Poco dopo una sensazione di calore e conforto mi avvolse teneramente ed una voce soave mi coccolo' con parole sconosciute. Passo' molto tempo, cos'e' il tempo pensai?, che ne so' io del tempo, chi sono dove sono, mi accorgevo che mi riusciva sempre piu' difficile ricordare le cose, intendo le cose a cui ero abituato, i miei amici Sherade, Shreade non so' qualche cosa mi sembrava familiare in quel suono com'era Silrade, Silvrade boh? forse e' qualcosa che ho imparato ho molta confusione in testa voglio dormire perche' nei sogni mi sembra tutto piu' chiaro. ... Piano piano cominciai ad imparare che alcuni dei suoni che sentivo dire da tutte quelle persone intorno a me. Imparai il significato delle parole anche se preferivo parlare la mia lingua ma qual'e'? E' solo un farneticare senza senso che tuttavia mi da' sicurezza, so' che non e' comprensibile a nessuno ma non mi interessa. ... Una era la persona adorabile che volevo sempre con me. L'altro, un individuo strano ma famigliare, mi piaceva anche se mi incuteva soggezione. Piano piano realizzai che la realta' per me ora era questa; con molte cose complicate che tuttavia mi incuriosivano. Ero come in un film, vedevo la vita svolgersi davanti a me ma non me ne sentivo partecipe. Mi piaceva giocare (che strana cosa mi ricordava qualcosa di famigliare ma cosa?) e mi piaceva la casa al mare e l'estate calda e piena di bagni e giochi sulla spiaggia. Il mare mi affascinava forse perche' "ricorda il liquido amniotico", avevo sentito dire. Mi piaceva stare seduto a guardarlo (il mare) di giorno lampeggiante azzurro e di notte nero punteggiato di stelle. Alcune stavano sull'orizzonte e sembravano muoversi sulla sua superficie, "le stelle che fanno il bagno" le chiamavo. Questa cosa faceva ridere i grandi e sopratutto mia sorella lo trovava divertente. Piu' tardi imparai a distinguere le lampare dalle stelle. Il mio modo di comunicare migliorava con il tempo, ma restavo attaccato alla mia lingua anche se la dimenticavo piano ma inesorabilmente. Un giorno parlicchiavo nel mio modo ed una grande signora si curvo' su di me dicendo -ma che bei discorsi che fai- io la guardai perplesso; non capisce che sto' dicendo cose senza senso? -pensai-. Con il passare del tempo i miei interessi nei giochi mi distraevano dai miei pensieri tanto da farmeli completamente dimenticare. Giocare puo' farti perdere il senso del tempo ed e' terribilmente divertente. Un giorno in spiaggia cercai di parlare di nuovo la mia lingua ma non ci riuscivo. Era uscita dalla mia vita cosi' improvvisamente che me ne dispiacqui. Molto tempo passo' alternando due mondi opposti, l'estate e l'inverno. L'inverno era grigio e freddo, mentre l'estate era calda e bella al mare. Due mondi che sembravano escludersi e quando c'era l'estate l'inverno sembrava non poter esistere cosi' poi accadeva il contrario d'inverno. Mano a mano che gli eventi accadevano in successione, cominciai a rendermi conto del fluire delle cose nel tempo. Il flusso del tempo, una grandezza fisica che non mi apparteneva che non ero abituato a considerare. Tuttavia era il motore della vita davanti a me. La paura mi assaliva sempre piu' spesso, insieme alla consapevolezza di essere vivo e mortale. Le persone morivano e sapevo che un giorno tutti moriremo. Questa angosciante sensazione mi ricordava qualcosa ma cosa? Cominciavo ad essere troppo preso dalla vita per ricordarmelo tuttavia avevo la netta sensazione di aver gia' vissuto delle sensazioni o dei momenti; li chiamano i "deja vu'", una vita precedente?, un sogno? nessuno lo sa' e' una forma di ricordo strana e indefinita che e' ricorrente nella nostra vita. Sentivo spesso parlare di Dio e del fatto che dopo morti saremmo giudicati per le nostre azioni e potremmo andare in paradiso oppure all'inferno. Questi due posti non sono ben definiti ma uno e' bello e l'altro e' brutto per cui conviene cercare di andare in paradiso. Dio non so' proprio chi sia; uno che viveva duemila anni fa' era suo figlio, ma questo era vero per alcuni ma per altri non era cosi'. Scoprii che il mondo e la gente erano molto varii. Le opinioni sull'aldila' erano svariate e alcuni dicevano che non c'era alcun al-dila'. Ma al di la' de che? -mi domandavo io-. Non ho mai voluto prendere una posizione mentale definita in fondo non mi interessava. Malgrado realizzassi che ero materia vulnerabile non mi abbandonava la mia sicurezza primitiva. La preoccupazione e' un artefatto, un meccanismo predisposto per proteggerci, in realta' non e' un concetto e non esiste. Siamo ossessionati dalle nostre paure, le odiamo ma ci sono necessarie. la presenza della contraddizione nelle cose, il numero due e' ricorrente in questo meccanismo. Un pensiero che lentamente elaboravo era il fatto che per ogni cosa esiste il suo opposto ed e' necessario per definirla, in pratica farla vivere. Nulla esiste sensa il suo contrario ed entrambi sono importanti, e se il bianco e nero sono opposti non si puo' usare il grigio, occorre usare il bianco ed il nero, il grigio annulla la vita del bianco e di conseguenza del suo oppsto e infine del grigio stesso. L'universo e' un sistema binario "on" "off" e da cio' nasce la molteplicita'. Il Padre ,il Figlio e lo Spirito Santo rappresentano l'universo, mi disse una volta qualcuno (il quale, attualmente pazzo con il cervello essiccato dal sole del deserto, vaga alla ricerca della piramide con il vertice in basso). Secondo lui l'esistenza del padre e' vera quando esiste il suo "opposto" il figlio, che e' generato appunto da lui (il padre). Lo Spirito Santo e' la forza che dalla loro mutua esistenza si sprigiona per generare l'universo, la molteplicita'. Tuttavia L'argomento non e' cosi' mistico come sembra, e' un concetto fisico oltreche' filosofico: il c'e' ed il non-c'e'. Il primo genera il suo contrario e questo a sua volta definisce il suo contrario (cioe'il primo) in un loop infinito. Da questo rimbalzo continuo prendono forma tutte le cose. Tutto e' generato da un meccanismo evolutivo governato da leggi fisiche. L'energia (contrario del nulla) si trasforma in materia e la materia genera i sistemi galattici, stellari e planetari. Su uno di questi le molecole si sono evolute in strutture piu' complesse generando quella che noi chiamiamo la vita. Se il Padre sia il nulla o il suo opposto (l'energia) puo' essere arbitrario, decidetelo voi ma il concetto non cambia. La triade e' costituita dall'enegia(1), il nulla(2) e la forma assunta(3), chiamiamola anche molteplicita' o la trasformazione, e cosi via (data la sua forma molteplice e' difficile da definire con un solo termine). Tuttavia poiche' la catena si evolve per sistema binario la generazione del terzo elemento della triade ne provoca quella di un'altro, il suo contrario, e da essi se ne formera' un successivo. La gerarchia dell'universo rappresenta questo. La molteplicita' tuttavia resta sempre con il pattern originario la triade: un sistema binario aperto, evolutivo (0+1=01; tre elementi). Continuando il binomio energia/nulla si traduce nel binoio trasformazione/entropia che rappresenta, in un certo senso, cio' che spiritualmente si attribuisce al binomio bene/male. Ma di questo discorso occorre parlarne con cautela perche' e' una trappola pericolosa. Il bene ed il male non sono concetti fisici, ma proiezioni di un concetto fisico e rischia di venire il mal di testa nel seguire il filo. ... Un giorno in una di quelle interminabili passeggiate sulle rocce, ero sulla torre di st. Agostino e seduto, guardavo i colori abbaglianti del mare sotto di me. Assorto nel mio usuale modo "sfuocando" mi perdetti nei meandri dei colori e come in preda a qualche droga (qualche spezia di troppo??) mi ritrovai nella stanza di Shahrzad, il suo profumo era dapertutto ma non la trovai. Tuttavia quella notte nel sonno ella mi sedusse appassionatamente, sentivo il cervello bruciare nella pazzia e mi svegliai madido di sudore in preda alle convulsioni. Ero convinto di non poter essere li' nel mio letto al mare. Forse ero diventato pazzo avevo ceduto al fascino di Shahrzad ed ero diventato pazzo. Quella realta' era un'allucinazione dovuta alla follia (ricordati di Caprio -pensai-) finche' mi trovai di fronte mia madre che mi diceva "dai su muoviti e' pronta la colazione ed e' una giornata stupenda". ################################################################################
Shahrzad si sveglio' di colpo, una vaga ansia le faceva temere che qualcosa di irrimediabile fosse accaduto. Cerco' a tastoni accanto a se, il letto accanto a lei era tiepido ma vuoto. Dove ti si cacciato farabutto? -impreco'-. Vide sul tavolino, vicino alla felcetta la pergamena spiegazzata e la lesse preoccupata. "Ciao tesoro" due parole e basta. Dopo tutte le discussioni precedenti era agitata e decise di uscire. La notte era nel suo culmine gia' si presagiva nell'aria l'arrivo di Elio sul suo carro alato. Quella stronzetta di Aurora gia' vaga dissolvendo le tenebre -penso'-. Percorse i corridoi a caso seguendo il suo intuito (od il mio profumo come gli piaceva dire). Giunse alla fine del blocco sud est dove la strega Scirocca bruciava carbone per saturare l'aria di afa. Shahrzad! -esclamo' Scirocca- qual buon vento ti porta qui? -chiese-. Non fare la solita -esclamo' Shahrzad- non sono qui per giochetti di magia da quattro soldi. Hai visto Antelos? -chiese nervosa-. Chi l'alchemico burbero? -chiese Scirocca-. Non perdere tempo in chiacchiere e rispondi -insiste' Shahrzad-. No ma ho sentito le filatrici tessere il filo d'argento e ridacchiare sul fatto che almeno quello si era salvato dalla pazzia per il momento. Quello chi -urlo' Shahrzad-. Ma che vuoi che ne sappia io -disse Scirocca- ora lasciami in pace che mi si stanno raffreddando le braci. Shahrzad con un gesto sdegnoso lancio' un aspide sul collo di Scirocca, che comincio' ad imprecare cercando di togliersi di dosso il rettile letale. - Brutta sgualdrina cornuta - incalzo' scirocca - al posto di importunare me vai a rompere altrove, magari a quell'altra ninfomane di Anaide che tanto ha fatto per sollazzare il mistico attributo del tuo bello-. - Bada a come parli brutta strega - rispose Sharhzad con disappunto mal celato - ti piace accusare gli assenti, Antelos non avrebbe mai potuto dar retta a quella puttanella. - Mettila come ti pare - riprese Scirocca - ma a te non ti puo' neanche sfiorare se no diventa pazzo, mentre Anaide trasuda sesso da tutti i pori. Pensaci bene - continuava Scirocca trucida - mettiti nei suoi panni, che avresti fatto? avresti preferito una acida strega velenosa oppure una bella poppona tutta sexy?. - Ma che ne sai tu di sesso brutta stronza! - rispose in piena collera Shahrzad - a te non ti si carica nessuno neanche fossi l'ultima baldracca dell'Olimpo-. Il battibeco era finito, Scirocca si allontano' ghignando sicura di aver toccato l'orgoglio di Shahrzad nel profondo. Shahrzad rimase ferma in silenzio assorbendo la rabbia e reprimendo la gelosia selvaggia che provava per Anaide. Dopo aver ingoiato il rospo si diresse con passo veloce attraverso il corridoio che portava alle stanze d'argento (dove residevano le filatrici) quando girando l'angolo un lampo squarcio' la penombra ed Ascorpio le si paro' davanti. Ascorpio! -esclamo' Shahrzad- che piacere vederti. Sai dov'e' quel porco di Antelos? -chiese con un misto d'ansia e di rabbia-. Ascorpio sorrise e rispose- No, lo stavo cercando quel maledetto. Ma perche' hai quella faccia? cosa ti succede?- - Ho appena avuto un'ennesima conferma che quel bastardo si ripassa la stronzetta- disse Shahrzad. - Chi, Scirocca? - chiese Ascorpio ridendo di cuore. Ma no deficiente - rimbecco' Shahrzad - Anaide, quella puttana da quattro soldi. - Ahem! - Ascorpio si schiari' la voce imbarazzato. - Ma non, non ti preoccupare lui ama te, quella se lo sogna, ci prova in tutti i modi a provocarlo ma lui non cede alle sue lusinghe-. - Questo lo dici tu che sei amico di quell'infame, ma anche io ho gli occhi sai? Ho visto come passa le ore a mezzo millimetro dalle labbra di quella vipera. Chissa' cosa lo interessa tanto? saranno i concetti generati da quel cervello mongoloide o le grazie troppo abbondanti di quella tettona siliconata-. -Eh?- chiese Ascorpio aggrottando le sopraciglia-. Forget it! -disse ancora Shahrzad chiudendo l'argomento. -Comunque ho sentito dire che sta nella stanza dei sogni, e da solo. Bastardo! - urlo' Shahrzad - oltre a tradirmi ora si va pure a fare la masturbazione mentale. Basta, non voglio piu' vederlo ne sentir parlare di lui, anzi se mi viene di nuovo a tiro lo aggiusto io, gli faccio vedere com'e' il sesso, lo consumo fino a bruciargli il cervello e poi lo butto nel cesso e tiro la catena. Non fare scene isteriche e cerca di non essere volgare, al posto di ringraziare che qualcuno ti viene appresso pur sapendo di essere condannato all'astinenza oppure a perire, pensa ad aiutarmi invece. Io non riesco a trovare quel maledetto posto. Asterio non mi ci vuole condurre, quel verme! Quel toro castrato da quattro soldi ha preferito farsi bruciare le corna piuttosto che aiutarmi, vacca ingrata che non e' altro. Hai sentito che anche Locascio si e' fatto trascinare da Vestia nel mondo dei sogni solo perche' sperava di sedurla. Vestia se ne fotte ma ha paura di fare da sola. Shahrzad, apparentemente calmata, guardo' Ascorpio e gli avvicino' una mano al suo braccio dicendo - ma che hai qui?-. Porca vacca -disse Ascorpio- ancora tracce dello sterco asfissiante che Antelos mi ha cosparso addosso in uno dei suoi scherzi idioti. Sentivo infatti una certa puzzetta disse Shahrzad abbozzando un timido sorriso. Ascorpio non rispose, non sembrava neanche sentire, guardava sconvolto la parete che sembrava del tutto normale agli occhi di Shahrzad. Ascorpio in preda ad una crisi paralizzante, mormoro' appena "non ci posso credere, l'ho trovata". Cosa?, di che parli -grido' Shahrzad-. Ascorpio allungo' una mano come per azionare qualche meccanismo, poi come abbagliato attraverso' la parete di roccia che si amalgamava con il suo corpo. Shahrzad allibita cerco' di seguirlo ma sbatte' contro la roccia compatta. A terra giaceva la stecca fulminante di Ascorpio, ma di lui nessuna traccia. Sto sognando! esclamo' -Shahrzad- anzi sono diventata pazza isterica io questa volta. Un gemito di collera mista a sconforto gli usci' dalle labbra. Resto' a lungo a guadare la parete dalla quale Ascorpio era passato, un senso di solitudine e rabbia la sovrasto' ed con un urlo feroce colpi' il muro con la stecca fulminante. La roccia si scheggio' in una miriade di scintille ma non apri' nessun varco. Era ancora li' compatta quasi a beffarsi della rabbia di Shahrzad. Stremata dalla frustrazione corse a perdifiato fino alla dimora di Chuaque. La maga india l'accolse con gioia e seppe coccolarla. La lascio sfogare, la tranquillizzo' sulla sorte di Antelos e la rassicuro' sulle dicerie della strega Scirocca. -Lo sai - le disse - che Anaide non riuscira' mai nel suo intento, e che alla fine sfoga la sua frustrazione trastullando lo scriba analfabeta, l'unico che le sbava dietro con perseveranza. Lo sai e' infelice, vive solo di avventure, in fondo non e' cattiva e' solo incapace di trovare la persona giusta e vive dietro a passioni brevi che la fanno solo soffrire. Pensaci, e' schiava del suo corpo sensuoso ed in tal modo incapace di trovare la giusta persona, e' stanca ed insoddisfatta. Tu almeno hai qualcosa da rincorrere. - Gia' - rispose mesta Shahrzad - ma sono destinata anch'io a non possederlo mai. - Su smettila! - incalzo' Chuaque- a quel problema ci penseremo a tempo e luogo debito, forse quando darai piu' credito alla magia india anche se so' che nell'Olimpo la mia magia non viene accolta di buon grado. Che ci vuoi fare...e' la mentalita' occidentale che ha il terrore delle dottrine arcaiche-. Segui un lungo momento di silenzio. Alcuni minuti dopo, i passi veloci del vikingo ruppero il silenzio e la stanza si riempi del brusio tipico che seguiva il biondo. Allora bambole! -Esclamo' Enaidel- siete pronte per lo sgabbio?- Il biondo orco fumante guardo' le ragazze con rude tenerezza e salutata Shahrzad si avvinghio' a Chuaque chiamandola "amorcito mio" ed altre dolci parole. Finiti i rituali di effusione Enaidel si allontano' a lunghi passi verso la stanza da letto dove si libero' dei pipistrelli viaggiatori e torno' nel salone. - Ho raccolto notizie sulla guerra del Isefet, le cose vanno di male in peggio, se non saranno raccolti i guerrieri del Maat la nostra volonta' di pensiero sara' logorata dal veleno della disillusione ed il nostro mondo si sgretolera' come sabbia al vento, l'illusione scomparira' e solo il nulla dominera' il nostro incubo mai sognato. Un pesante silenzio aleggio' nella stanza, ma la risata fragorosa del vikingo ruppe l'inquietudine - facciamoci una sgabbiata seria ora - disse tirando fuori un'ampollina. Verso' il liquido vaporoso in minuscoli bicchieri di alabastro. Ma guarda quant'e' bello - esclamo' Enaidel- e' l'unica sostanza che e' solida, liquida e gassosa al tempo stesso. sorseggio' con attenzione la sostanza e rimase un attimo irriggidito dal flash. Poi si lascio' cadere sul divano sfiammando lingue infuocate dai suoi occhi e guardando le ragazze con un sorriso sornione disse - porca vacca! quanto e' bono questo Yat!. A voglia a dire che e' tutto uguale, quello di Adelphi e' uno dei migliori-. -Ma che dici- intervenne Chuaque- Dovresti assaggiare quello delle mie regioni per poter parlare. Quello ti cambia la pellaccia, ti trasforma integralmente e sei capace di assaporare l'intero universo come un'orgia di fuoco. Il Biondo la guardo' ridacchiando e disse -e allora? fammelo assaggiare- e si scaravento' su Chuaque con mugolii di piacere. La serata continuo' con le chiacchiere, l'Ambrosia e lo Yat. Alla fine Enaidel si congedo' baciando le ragazze calibrando opportunamente quello dato a Shahrzad per potersi finalmente schiantare a letto russando rumorosomante in preda al delirio. Era tardi e Shahrzad si congedo' da loro confortata, la nottata passata insieme a loro l'aveva confortata ma la tristezza torno' insidiosa nel suo cuore. Si avvio' mestamente su' per le gradinate della porta dei venti. Giunta li, si fermo' a guardare il sole che sfolgorava all'orizzonte ed in mezzo ai suoi raggi poteva percepire la polvere d'oro sollevata dai cavalli del cocchio di elios. Il Drago permeava ancora nelle colline intorno al fiordo, ma con i primi sibili delle raffiche del vento, cominciava lentamente a dissolversi. Con un sentimento amaro di sconfitta guardava le fiamme di luce che si allungavano in ombre cinesi, in quel momento magico sentiva lo sconforto sopraffarla. Mentre giaceva li' pensierosa tra le ombre fuggenti vide un'ombra che le sembro' Antelos sul ciglio di una torre diroccata con lo sguardo affogato nel mare. Gemette in un misto di dolore ed incredulita' a quella eterea visione. Lo sguardo di Antelos si rivolse a lei, e resto' attonito ad osservarla. -Shahrzad -sussurro' quasi nel richiamare un ricordo scolorito. La sua espressione era di assoluta meraviglia e cosi' dolce che Shahrzad non pote' fare a meno di lanciarli una goccia del suo profumo. Non diventera' pazzo, e' solo una visione. L'ombra della visione si vaporizzo' nel sole.

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