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La tristezza a volte e' dolce come il tramonto. Il sole scendeva sull'acqua e noi a malincuore combattevamo la voglia di abbracciarci come amanti rispettando il galateo di un nuovo incontro. Quando la notte prese il sopravvento mi resi conto che i nostri discorsi ci avevano fatto dimenticare del resto del mondo. -Dio Mio!- esclamai ricordandomi solo ora del mio abbandono repentino del labotatorio - sara' accaduto un disastro. Andiamo, presto- Mi segui' mentre tornavamo a grandi passi e curioso' in giro mentre io provvedevo a sistemare i miei esperimenti alla bene e meglio. Le chiesi se potevo accompagnarla a casa, ma lei mi guardo' interrogativa e disse -non ho un luogo, sono arrivata solo oggi. - Restai in silenzio perplesso fino a che le chiesi se volesse essere mia ospite per la notte? -Si certo!- rispose lei radiosa- basta che non cerchi di approfittare della situazione. Arrossii ma sorvolai sull'argomento Il resto della serata volo' come il pomeriggio, non ci stancavamo di guardarci in silenzio, e stranamente non vi era imbarazzo, ma solo un muto scambio di emozioni che ci riconciliavano del tempo perduto. A notte fonda mi scrollai dello stato di stupore e le offrii di dormire nel mio letto mentre io mi preparavo il divano. Lei accondiscese sorridendo, e di fronte a me si spoglio' dei vestiti rivelando un corpo di straordinaria bellezza, quindi si avvolse nelle lenzuola con un mugolio di soddisfazione. Impotente di proferir parola restai li' a bocca aperta fino a che il mio pudore mi condusse sul divano dopo un congedo imbarazzato. Mi risvegliai al mattino, mezzo strozzato dal braccio di lei intorno al collo. Mi liberai dalla morsa e realizzai che Shahrzad dormiva sul divano con me avvinghiata al mio corpo. Arrossii notando che era ancora nuda, e cercai di scivolare via, ma lei si strinse piu' forte addosso a me, apri' gli occhi e disse seccata -dove vai?- -haem- risposi schiarendomi la gola dall' imbarazzo -stavo andando a fare il caffe'-. -no ci vado io- disse lei in fretta ed altrettanto rapidamente si alzo' e cammino' verso la cucina. Restai imbambolato nel guardarla camminare nella sua insostenibile bellezza. Fu solo sorseggiando il caffe' che abbozzai un commento sulla sua sfrenata disinvoltura. Senza aspettare la sua risposta continuai a spiegarle che io non ci ero abituato e mi risultava difficile ragionare in quelle condizioni. Lei mi guardo' sorridente e disse -guarda che non abbiamo fatto sesso, tu saresti stramazzato a terra privo di vita se cio' fosse accaduto. Anche io ti desidero, ma non posso rischiare di annientarti-. Ero chiaramente allibito e non sapevo cosa rispondere ad un discorso cosi' diretto e senza soluzione al tempo stesso. Lei mi guardo' con dolcezza ed aggiunse -comunque ho notato che anche da mortale non hai perso le tue caratteristiche- e fini' con un risolino soffocato. Poi riprese dicendo -Hai sempre ricercato una formulazione alchemica che potesse sormontare questo problema, ma non hai avuto troppa fortuna. Eri solo convinto che una dose subletale di Yat potesse sortire l'effetto voluto, ma tu avresti vissuto l'esperienza in coma ed io sinceramente non ci tengo a farlo cosi'-. fini' il discorso con un'aria tra il rassegnato ed il sornione che mi sembrava totalmente fuori luogo. Mi sentivo preso in giro ed un po' seccato le dissi -ma che vai dicendo?, ancora questa storia, ma di cosa parli?- Lei si avvicino' a me rapidamente con gli occhi fiammeggianti ed un momento prima di incollare le sue labbra sulle mie disse -Di questo!-. Sentii il morbido sapore delle sue labbra e poi una violenta scossa e la mia mente si perse mentre vedevo fiamme e lampi lambire l'ambiente circostante. Quando ripresi coscienza Shahrzad mi accarezzava i capelli dolcemente, e quando mi vide aprire gli occhi mi disse: - ti è chiaro adesso?- Io la guardavo incredulo e sgomento e dissi con un fil di voce Draghee. Cosa?- chiese lei stupita, -di cosa parli?- -Chi te l'ha dato?. Lei mi guardo' negli occhi e disse seria - ti sto solo spiegando il dramma del nostro amore e che dovresti dare piu' retta a quanto ti dico perche' io sono stanca, stanca di combattere le maledette costrizioni mentali di questa dimensione.- Fu' la sua triste ostinazione a creare il dubbio nella mia mente. Probabilmente cedevo al cospetto dei misteri della passione. Sorrisi a tale pensiero. Una sberla mi riprese immediatamente dai pensieri e lo sguardo arrabbiato di Shahrzad mi suggeri' che forse lei non condivideva i miei pensieri. -Ma? che ti prende? -blaterai a fatica-. Non mi piacciono le tue conclusioni, amami e basta io sono io e la tua mente non mi potra' cambiare. Cominciai ad aver paura dei miei stessi pensieri, e pensai che avevo veramente raggiunto l'ultimo stadio. Andammo a fare colazione, o meglio un "brunch". La citta' era rovente sotto la calura estiva, mi piaceva l'odore incerto dell'asfalto cotto dal sole e pensavo all'azzurro dell'Egeo. Non sapevo perche' ma una strana nostalgia mi prendeva in profondita', come un deja' vu, e la attribuii alla bellezza di quei luoghi che mi era rimasta sulla pelle sin dall'ultima volta quando a Creta e poi in Egitto avevo assaporato l'odore di quel mare. Mi rammentai di Naid e delle giornate insieme e mi chiesi perche' non fosse nato nulla dal nostro incontro, perche' quella sensazione cosi diversa con Shahrzad che comunque conoscevo a malapena. -Perche' lei e' una sporca opportunista e poi tu ami me- disse Sharzad. Trasalii e la guardai con sospetto e le chiesi -come dici?-. -Hai sentito benissimo- replico' lei -quella stronzetta fa di tutto per conquistarti, non ha mai digerito il fatto che tu ami me e spera di attrarti con le sue curve ed il suo fare lascivo-. La guardai incredulo, sembrava veramente capire i miei pensieri. Cercai di allontanare quella sensazione dalla mente, pensai all giornata stupenda e le chiesi se volesse fare un giro nel deserto. - Certo! - rispose lei entusiasta. Viaggiammo per circa due ore verso Est, ci arrampicammo sull'altopiano del Mohave desert. Ci addentrammo per una stradina sterrata e continuai a guidare per una ventina di minuti. A quel punto mi fermai in una valletta tra le rocce ed i Joshua tree e mi trascinai Shahrzad su per una collina rocciosa. Arrivati sulla cima ci fermammo estasiati ad osservare lo splendido panorama del deserto. Shahrzad sembrava meravigliata, sembrava come ripercorrere con la mente un ricordo o come se cercasse di portare alla memoria qualche evento lontano. -Ti ricordi?- mi chiese -ti ricordi quando finimo nel deserto di Tosh ed incontrammo l'Oracolo di Esteria al quale chiedemmo se il nostro amore potesse mai essere appagato?- -E lui cosa rispose?- chiesi io sorvolando su quel ricordo di cui la mia mente ovviamente non aveva traccia. Rispose solo che potere e volere sono un'unico concetto e che avremmo dovuto approfondire questo pensiero. -Quindi?- chiesi io impaziente. -Quindi che ne so- rispose lei infastidita. Volevo solo dire che questo luogo mi ricorda il deserto di Tosh e basta. - potremmo vedere se c'e' un'oracolo nelle vicinanze che risolva il nostro quesito -disi io con intenzione di ammorbidire la drammaticità del luogo. - Sai che sei spiritoso - disse lei senza convinzione - tuttavia hai ragione, dobbiamo andare nello specchio di mare che fronteggia la costa degli eroi per trovare le risposte. -dov'e' questo posto?- le chiesi. Nella terra delle streghe -disse lei quasi sovrappensiero. -e dove diavolo sta la terra delle streghe?- insistei un poco spazientito. Lei guardo' il cielo socchiudendo gli occhi e poi rivolgendosi ad Est disse: -da quella parte-. E già- dissi io sconsolato- ovviamente, come avevo fatto a non pensarci! e' proprio da quella parte. -non puoi saperlo- intervenne lei, quella e' la terra delle streghe e solo una strega sa dove sia. -ebbene allora mi inchino alla tua potenza- risposi io stizzito. Shahrzad mi fulmino' con lo sguardo e nei suoi occhi lessi la rabbia per la mia incredulita'. Va bene alchimista dei miei stivali, ora mi hai seccato, questa storia sta degenerando, lo sai qual'e' il problema mi sono stufata. Il vento trascino' via le ceneri della turbolenza temporale di una storia senza seguito.

The End

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