11. Alpha

Index

- chapter 10.

Il freddo le sembro' intollerabile, le forze assenti. Shahrzad provo' a girarsi nel luogo oscuro che la circondava, l'acqua gelida le invase le narici e forzo' il suo passaggio nei polmoni. Si rese conto dello spasmo disperato alla ricerca d'aria solo dopo qualche secondo di confusione. Capii che stava morendo nell'acqua nera nel buio più profondo. Si concentro' nella calma dell'esasperazione, non poteva perdere la testa, avrebbe solo sprecato fiato ed energie. Cerco' di capire se in quell'ambiente sommerso vi fosse qualche uscita e cerco' con foga un punto fermo al quale aggrapparsi per avere un riferimento. Finalmente batte' il gomito contro una superficie solida, e ne segui' il profilo fino a che percepi' i contorni di un'apertura. La corrente violenta la travolse e la trascino' con forza sbattendola contro le pareti fortunatamente ricoperte da uno strato di alghe viscide. Si lascio' trascinare ormai in completa ipossia, penso' di morire prima della sua nascita fino a che nel rombo ovattato precipitò nel vuoto ed annaspando per respirare casco' nuovamente nell'acqua turbinosa. Si aggrappo' con forza ai margini della piscina e riusci' a contrastare il forte turbinio che cercava di ingoiarla in un gorgo minaccioso. Si arrampico' fuori dall'acqua, e benche' non potesse vedere alcunche', sapeva di essere sul ciglio di un bacino dentro al quale un fiume sotterraneo scorreva con violenza. Salì esausta sul marciapiede che sembrava correre lungo il ciglio del torrente sotterraneo. L'oscurita' era assoluta e questo contribuiva a far salire l'agitazione nel suo cuore. Shahrzad si stupi' di quello stato d'animo, era stata al cospetto di Anubi e non poteva credere di provare un tale senso di sconforto e disorientamento. Si sedette esausta cercando di pensare a come venir fuori da quella strana situazione. Dov'era finita? Dove conduceva quell'oscuro passaggio? Perchè sentiva quello sconforto nel suo cuore? Sentiva freddo, era stanca sofferente e le sembrava che il suo corpo pesasse tonnellate. Resto' immobile nel fragore dell'acqua cercando di scrutare quella pesante oscurita' per cercare un varco di luce che la conducesse all'esterno. Penso' comunque che quel fiume scorreva veloce e quindi doveva sboccare da qualche parte. Riprese coraggio e comincio' a camminare lungo la parete a tastoni seguendo il corso della corrente. Le pareti erano lisce, con rilievi regolari che le facevano pensare a decorazioni. Avrebbe pagato oro per una fiaccola, per sapere dove si trovasse, per allontanare quello sgradevole stato d'ansia che le era cosi poco familiare. Cammino' per un tempo che le sembro' infinito in quel corridoio leggermente in pendenza ma regolare, e fu proprio quando pensava di dover riposare un poco che vide un chiarore soffuso che delineo per la prima volta i contorni di quell'oscuro luogo. Giunse ansiosa in una stanza illuminata da luce fioca, le decorazioni sobrie ma splendide le tolsero il fiato. Si rese conto che la luce non giungeva dall'esterno ma dalla fluorescenza di un minerale del quale le pareti erano intarsiate. Il torrente formava un lago sotterraneo, che cingeva una piattaforma centrale sul quale troneggiava l'immagine in pietra dello sciacallo. Verso l'alto un'apertura conduceva in un pozzo ascenzionale, avrebbe voluto arrampicarsi ma le pareti lisce impedivano la risalita senza l'ausilio di una corda. Guardo' con disperazione i resti umani che da tempi immemorabili giacevano al suolo sotto il pozzo a testimoniare come la risalita fosse impossibile. Si sentiva spegnere quel poco entusiasmo che le aveva dato le energie per proseguire. Resto' a lungo accoccolata a terra nella disperazione piu' nera fino a che con un urlo selvaggio esplose la sua collera per gli dei. -Maledetto Anubi potevi pesarmi il cuore subito, perchè mi hai costretta a questa assurda tortura. Dove sono? a cosa serve tutto questo splendore perduto nelle viscere della terra?- Fu allora che stupefatta osservo' un rilievo sulla parete quasi a livello dell'acqua. Riconobbe il simbolo della triade e della dimensione imposta, in prossimità di essa gradini scendevano sotto il corso del fiume quasi ad indicare la via, la sola via nell'oblio dell'annegamento. Ai piedi delle scale l'acqua apparentemente calma ruotava subdolamente in modo concentrico ad indicare la presenza di un inghiottitoio che generava un gorgo sommerso, la presunta via d'uscita. No, penso', non posso nuovamente provare quell'esperienza angosciante, non posso abbandonarmi nuovamente nel fiume. Tuttavia più il tempo passava e piu' Shahrzad si convinceva di doversi affidare al gorgo. Resto' a lungo a rimirare la calma apparente di quel luogo, la luce soffusa conciliava il sonno e lei non resistette. Dormi' un sonno movimentato, congestionato di visioni e sensazioni sconosciute. Sogno' sogni non suoi e pianse lacrime umane che le rigarono il volto bruciandole la pelle. Si risveglio' sudata ed ansimante e per un momento credette di essere stata posseduta da Licastro, ma si conforto' della consapevolezza del suo effluvio intollerabile per qualunque passione, non poteva essere posseduta in alcun modo senza condurre l'intruso alla follia. Decise di scuotersi di dosso quella strana sensazione e di prendere una decisione sul da farsi. Esploro' l'antro ed il buio corridoio adiacente senza trovare una possibile alternativa. Stava perdendo tempo ed energie e lo sapeva. la sua unica via d'uscita era il gorgo e doveva affrontarlo. Si avvicino' alla vasca ed immerse l'estremita' del piede ad assaggiare l'acqua. Un tremore la scosse lievemente e forse penso' all'oblio quando il gorgo la ingoio'.

Quella notte Naid non riusciva a dormire, il caldo del Cairo le prosciugava i polmoni, continuava a pensare al giorno dopo. Era ormai passato quasi un'anno da quell'incontro a Creta con Alekos. Non sapeva cosa provasse, era impaziente ma al tempo stesso agitata. La scusa del progetto la tranquillizzo', sapeva che era un incontro professionale. Sarebbe stata impeccabile, avrebbe evitato ogni tentazione e lo avrebbe incontrato solo in ambiente di lavoro. Penso' alla strana scoperta del vettore virale con un costrutto genetico che codificava una droga sintetica che qualche pazzo Faraone aveva piazzato la' su quell'amuleto in attesa di sterminare le generazioni future. I pensieri, sempre piu' assurdi, continuarono a turbinare nella mente mentre si mescolarono ai sogni. Riusci' a malapena ad abbozzare un sorriso, pensando che l'infuso di menta offertole dallo zio era probabilmente drogato, prima di giacere nelle braccia di Morfeo.

Tre ore dopo Naid si alzo' dal letto come sollevata dai fili di un burattinaio. Gli occhi persi nel vuoto guardava senza vedere. Fu in questo stato che cammino' fino al luogo degli scavi. Entro' dentro ad un varco tra i tumuli di pietre spedita come se fosse certa della meta nella sua mente inconscia. Nessuno la vide, neanche il guardiano che stava peraltro russando davanti al televisore acceso. Naid si addentro nei cunicoli sotterranei, scese nel punto piu' avanzato dello scavo e si diresse verso il bassorilievo in un'angolo della sala del Falco. Scavo' con le mani nella sabbia con foga. Le sue dita afferrarono un'anello al suolo che aveva liberato dalla sabbia e tiro' con forza. L'anello era l'estremita' di una sorta di cuneo di un metallo ambrato che si sfilo' dal suolo. Un brontolio sordo suggeriva un meccanismo in movimento. Prese la sbarra e cammino' a ritroso fino alla sala detta dello sterminio per via di numerosi scheletri ivi trovati che sembravano essersi uccisi a vicenda. Entro' in uno degli otto cunicoli ciechi che partivano a raggiera dalla sala. Fece pochi passi e con le dita tolse la sabbia da un punto della parete molto vicino al pavimento e scopri' un piccolo foro nel quale infilo' la stecca di metallo che ancora teneva in mano. Sfilo' nuovamente la stecca e fece il percorso a ritroso dove ripose la stecca dove l'aveva trovata. Perse tempo nel ricoprire scrupolosamente l'anello nella sabbia e ritorno' nella sala dello sterminio ed inbocco' un nuovo cunicolo cieco. Avanzo' fino a meta' e spinse la parete con forza che si apri' magicamente al suo tocco. Varco' la soglia ed il varco si richiuse silenzioso. Cammino' nel buio assoluto svoltando nei meandri del labirinto come se conoscesse perfettamente il percorso. Dopo ormai piu' di mezz'ora che si aggirava con sicurezza nel buio si avvicino' ad un pozzo che non poteva vedere e si lascio scivolare al suo interno. Scivolo' rapidamente per una rampa di alabastro fino a cadere nel vuoto all'uscita del profondo cunicolo che finiva con un trampolino su una cascata di un fiume sotterraneo. Si inabisso' nell'acqua vorticosa silenziosa nel suo trance notturno.

Sogno' sogni non suoi, senti' la sua anima trafitta dal desiderio, il suo cuore arrestarsi nella dimensione sconosciuta dell'oblio. Credette di morire, ma era solo il cambiamento della sua percezione del tempo.

###########

La mattina era stranamente nebbiosa, Alberto era preoccupato dalla misteriosa scomparsa di Naid. Il letto in disordine ne testimoniava la presenza ma di lei nessuna traccia. Non riusciva a tranquillizzarsi ma ancora non voleva coinvolgere le autorità ufficializzandone la scomparsa. Sarà andata a curiosare in qualche scavo non riuscendo a dormire -penso'- e decise di esplorare gli ultimi scavi. Fu cosi che trovo' quel lembo di tessuto nella sala dello sterminio. Sapeva che era di Naid, ne percepiva finanche l'odore. Ma dove si era cacciata? di lei nessuna traccia. La paura che fosse precipitata in qualche fosso o che le fosse franato addosso qualche cedimento dello scavo lo rendeva ancor più agitato. Chiamo' gli operai che cominciavano ad arrivare e li istrui rapidamente sulla ricerca da fare. Fu soltanto verso l'ora di pranzo, quando la preoccupazione si stava trasformando in disperazione, che gli giunse l'inaspettata notizia. Naid era stata rinvenuta esanime in un canale laterale del fiume. Malgrado fosse svenuta ed intirizzita dal freddo della notte sembrava in buone condizioni, non aveva neanche acqua nei polmoni ma solo qualche escoriazione. Alberto si precipitò all'ospedale trafelato e preoccupato ma ringraziando gli dei di averle concesso la vita. Tuttavia le sorprese non erano ancora finite. Al suo arrivo all'ospedale Naid era o sembrava parzialmente incosciente. Gli sorrise mostrando di riconoscerlo ma lo tratto' molto più freddamente del solito. Sembrava agitata e continuava a ripetere un nome biascicato Atlos, Anlekos, Alkos... Lo zio penso' si riferisse all'arrivo di Alekos previsto nel pomeriggio e la rassicuro' sul suo arrivo. Non ti preoccupare vado a prenderlo io. -Nooo- grido' lei afferrandogli i polsi e guardandolo dritto negli occhi con sguardo fiammeggiante. -Ma Naid, sei troppo debole, non ti... non riusci a finire le parole perchè Naid gli afferro' il collo urlando -portami da lui- e ricadde priva di sensi nel letto. Alberto era sconvolto, non riusciva a capacitarsi dell'agitazione di Naid: -ma cosa le e' successo? urlo' all'infermiera che le stava aggiustando il letto. Poco dopo, nello studio del primario veniva rassicurato delle condizioni della nipote, gli avevano spiegato che un'insolita agitazione e incoerenza erano fenomeni normali in una persona che comunque aveva rischiato l'annegamento o l'assideramento. Buffo penso' Alberto, morire assiderati nel deserto, una vera beffa del destino. Qualcosa tuttavia ancora non quadrava e non era solo lo strano comportamento di Naid ma la dinamica che l'aveva portata a rischiare di annegare in un canale di sfogo del fiume a ben 5 Km dal suo letto. Dovrà darmi spiegazioni convincenti borbotto' sconsolato.

###################

L'aereo atterrò dolcemente sulla pista infuocata de Il Cairo, le formalita' furono interminabili ma alla fine stavo finalmente sobbalzando nel traffico su di un taxi con l'inconfondibile odore speziato dell'africa e dell'oriente. Quel caos infernale mi sembrava quasi famigliare riportandomi dopo tanto tempo a rivedere i luoghi d'origine di Draghee. Questa vicenda sembrava complicarsi mano a mano che si procedeva con le scoperte, la burocrazia, i bigottismi ed il solito fanatismo dei professoroni trasformavano la vicenda in un problema politico ancor prima che sociale, archeologico o semplicemente scientifico.

11. Alpha

Index